Il Comandante supremo delle Forze alleate in Europa, il generale statunitense Alexus Grynkewich, ha invitato gli alleati NATO a condividere informazioni di intelligence, attribuire la responsabilità e rispondere di conseguenza agli attacchi ibridi per creare un effetto deterrente.

“Rendere pubblica tale attribuzione farà sapere agli stati finanziatori che comprendiamo cosa stanno facendo e questo aumenterà i costi per loro”, ha dichiarato Grynkewich parlando lunedì davanti alla commissione Sicurezza e Difesa del Parlamento europeo.

Atti di sabotaggio, attacchi informatici, avvistamenti di droni e altri cosiddetti attacchi ibridi attribuiti alla Russia si sono moltiplicati negli ultimi mesi in molti paesi europei e includono un attacco con droni a Lipsia e un attacco russo a un treno in Ucraina vicino al confine polacco all’inizio di questo mese. Per Grynkewich, che guida il Comando supremo delle Forze alleate in Europa (SACEUR) dal 2025, il numero di azioni registrate e la loro progressiva complessità dimostrano che “il sabotaggio perpetrato da stati stranieri sta diventando sempre più sfacciato”.

Rispondere agli attacchi, renderne pubblica la natura e attribuirne la responsabilità è fondamentale secondo il comandante del SACEUR. “Si renderanno conto che le loro reti sono inefficaci e che devono modificare il loro comportamento, e questo, di per sé, ha un certo effetto deterrente”, ha affermato il generale statunitense, precisando che l’attività russa in Europa mira a spezzare la volontà degli alleati di continuare a sostenere Kyiv.

Per contrastare gli atti di sabotaggio e gli attacchi ibridi Grynkewich ha consigliato alle capitali europee una triplice azione. Il primo passo riguarda la condivisione delle informazioni tra alleati, in particolare i dati di intelligence, in modo da avere “tutti un quadro operativo comune”. Il secondo passo, ha affermato, è l’attribuzione, che farà sì che i colpevoli “si rendano conto che le loro reti sono inefficaci, che devono modificare il loro comportamento e che questo, di per sé, ha un certo effetto deterrente”. Il consiglio fornito dal comandante del SACEUR è quello di citare la fonte in quasi tutti i casi. Infine, il terzo passo indicato dal generale statunitense è il sostegno continuo all’Ucraina.

Durante l’audizione il comandante del SACEUR ha citato quanto accaduto il 14 settembre 2026, quando una fregata russa al largo di Gedser ha lanciato razzi di segnalazione contro un elicottero militare danese, in quello che è l’episodio più grave finora registrato contro unità danesi nel Mar Baltico. All’azione russa Copenaghen ha risposto accettando di inviare all’Ucraina un pacchetto di sostegno militare del valore di 240 milioni di euro. Grynkewich ha elogiato la decisione, secondo cui il rafforzamento del sostegno all’Ucraina dopo ogni attacco ibrido dimostrerà ai russi che la loro strategia non funziona.

“Questi sono chiari esempi di tentativi di instillare paura e di frammentare il nostro sostegno unanime all’Ucraina”, ha affermato Grynkewich.

Le parole del comandante del SACEUR giungono mentre le agenzie di intelligence avvertono della crescente minaccia russa. La scorsa settimana un rapporto dell’Agenzia danese di intelligence per la difesa (Forsvarets Efterretningstjeneste, FE) ha sollevato l’allarme di un aumento della frequenza degli attacchi ibridi sul territorio europeo, a pochi giorni dalle indiscrezioni su possibili attacchi con droni su Italia, Francia e Spagna lanciate dal quotidiano spagnolo El Mundo citando l’intelligence statunitense.

Agli eurodeputati, il comandante del SACEUR ha cercato di fornire un messaggio rassicurante, affermando che “pur non potendo parlare di tutto ciò che stiamo facendo, posso affermare che stiamo individuando, attribuendo la causa e rispondendo all’emergere di queste minacce ibride”. Il comandante supremo ha aggiunto che le iniziative della NATO, come la missione Eastern Sentry lanciata l’11 settembre e composta da risorse di alleati come Danimarca, Francia, Gran Bretagna e Germania, hanno già avuto un effetto sul campo. “Da quando abbiamo implementato Eastern Sentry, i russi sono stati molto più cauti nell’evitare di oltrepassare il confine con i droni nei Paesi baltici o in Polonia”, ha affermato.

 

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